Ship o'fools


Ship o'fools

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di Andrea Pancini

Prima che la follia avesse una precisa collocazione medica, il “vagabondo”, l’essere umano improduttivo, veniva allontanato dalla comunità, ricorda Michel Foucault, attraverso la Stultifera Navis, o Ship o’ Fools come nella tradizione Britannica. L’esclusione della Follia, data la sua natura pericolosa per la comunità, avveniva per mezzo di un allontanamento, un distacco, del “vagabondo” da affidare alle onde e spedire “oltre”: la destinazione non era fondamentale. L’autore sfrutta la metafora della “Follia relegata a viaggio”, rovesciandola, assumendone il punto di vista e capovolgendone la direzione: non più naviglio diretto “oltre” ma traghetto che conduce un matto, semplicemente, fra altri matti. Ciò che ci unisce, che ci unirà sempre e che c’illude di disporre di una personalità è la Follia e non la Ragione. L’autore ha capito che ognuno ha bisogno di essere amato per quello che è e non manca di farlo presente. Ciò che ci accomuna è la Follia come categoria dello spirito per esseri erratici e costantemente in bilico: ognuno instabile a modo suo. Questo libro è un’accusa formidabile contro il cliché della “normalità”, del “senso” ad ogni costo, dell’“univocità”: contro la stupidità umana che affiora nel mondo in tempi diversi e in modi sempre nuovi. Un’antologia, una lettura da breviario che segue uno stile secco ed asciutto per alleggerire una lettura, comunque, impegnativa.
Una lettura stimolante adatta ad un pubblico colto tanto quanto a chi intenda approfondire. 

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