Descrizione
Emilio Carrère
traduzione di Lorena Lombardi
Nella Madrid dei primi del Novecento, il bohémien Basilio Beltrán – giocatore incallito e superstizioso irriducibile – coltiva la singolare convinzione che i gobbi portino fortuna e per questo ama circondarsene.
Una notte, durante una delle sue solite partite al casinò, gli appare il fantasma di don Robinsón de Mantua. Lo spettro gli rivela i numeri vincenti ma, in cambio, pretende da Basilio un favore: scoprire la verità sul suo assassinio. Per farlo, dice lo spettro, dovrà addentrarsi nel cuore più antico della città, tra vicoli oscuri e palazzi carichi di memoria.
Basilio mantiene la promessa e, seguendo le tracce del delitto, porta alla luce un segreto impensabile: sotto la città moderna si estende un’altra Madrid, un labirinto sotterraneo in cui vive una setta composta da gobbi dediti al crimine, disposti a tutto pur di proteggere il proprio rifugio. L’indagine trascina così Basilio in un mondo parallelo fatto di cripte, passaggi segreti, spiritismo e antiche vendette. A lui, però, questa volta la sola fortuna non basterà: la partita in gioco è la sua stessa vita.

Emilio Carrère fu un poeta e narratore modernista, considerato un interessante rappresentante del decadentismo spagnolo. Figura bohémien per eccellenza, frequentò ambienti notturni, caffè letterari e circoli esoterici della Madrid d’inizio Novecento. La sua immagine pubblica, eccentrica e incline al fantastico anche nella vita privata, era quasi leggendaria. Il suo romanzo più famoso, La torre dei sette gobbi, è considerato come uno dei grandi romanzi del gotico urbano spagnolo. Ha avuto anche una trasposizione cinematografica nel 1944, diretta da Edgar Neville, che ne ha consolidato lo status di opera cult nella cultura spagnola.














